Bruxelles

Perdersi tra Bruxelles e Gent: il nostro viaggio

Bruxelles

Arrivare a Bruxelles è stato come entrare in una città che mescola tutto: eleganza, caos, storia e modernità.

La prima vera sensazione l’abbiamo avuta in Grand-Place. Ci siamo arrivati quasi per caso e, appena si è aperta davanti a noi, ci siamo fermati. È una di quelle piazze che ti costringono ad alzare lo sguardo. Di sera poi cambia completamente: le luci la rendono ancora più suggestiva.

Girando per la città abbiamo percepito quanto ogni quartiere abbia un’anima diversa. In zona Saint-Géry, ad esempio, l’atmosfera è molto più viva: locali pieni, gente, movimento. È uno di quei posti dove è facile fermarsi più del previsto.

Poi ovviamente siamo passati davanti al Manneken Pis. Piccolo, quasi nascosto, ma circondato da persone. Fa sorridere pensare che sia diventato uno dei simboli della città.

Tra una passeggiata e l’altra ci siamo concessi qualche pausa tra cioccolato e birra: più che una scelta, una tappa obbligata.

Abbiamo fatto anche un salto nella zona del Parlamento Europeo, che ci è sembrata completamente diversa dal resto della città, più moderna e ordinata.
Visitare il Parlamento è stata un’esperienza interessante: non solo per quello che rappresenta, ma anche per capire più da vicino come funziona. Se siete a Bruxelles, secondo noi è una tappa che merita davvero, anche solo per cambiare prospettiva rispetto al centro storico.

E poi i murales: non li cercavamo davvero, ma continuavano a comparire ovunque, dando a Bruxelles un lato ancora più creativo.

Gent (Gand)

Gent ci ha sorpreso.

Arrivando da Bruxelles abbiamo subito sentito il cambio di ritmo: più raccolta, più tranquilla, ma con un fascino fortissimo. Le stradine acciottolate, i canali e le case creano un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo.

Siamo partiti dalla Korenmarkt e da lì abbiamo iniziato a girare senza una meta precisa. Probabilmente è il modo migliore per viverla.

La Cattedrale di San Bavone ci ha colpito più del previsto, mentre il Castello dei Conti di Fiandra sembra davvero uscito da un’altra epoca.

Quello che ci è piaciuto di più è stata l’atmosfera: viva ma mai caotica. Tra locali, piccoli negozi e persone rilassate, abbiamo avuto la sensazione di una città vissuta con calma.

L’unica pecca è stato il meteo, spesso nuvoloso. Ma in fondo ha contribuito a rendere tutto ancora più “nordico”.

Alla fine Gand si è rivelata una vera chicca. Una di quelle tappe che magari non metti subito in cima alla lista, ma che poi ti restano dentro.

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